Con Ester Novelli nata nel 1884, detta Esterina, ha origine la storia della famiglia Berardi.

I genitori sin dalla fine del 1890 erano commercianti e vendevano alimentari, stoffe, sigarette e sale; come testimonianza dell’attività, la famiglia Berardi conserva ancora oggi la loro bilancia con il piatto in rame e la campana in vetro. Ester nel 1909 sposò Ilario Berardi che produceva nella sua bottega carrozze e calessi; rimase prematuramente vedova con due figli Dante ed Elia (nata infelice). Donna intelligente, volitiva e aperta a tutte le innovazioni, per lasciare un futuro ai figli comperò una cantina in Piazza Vittorio Emanuele II ad Agugliano da un tale Verdolini, iniziando così la sua carriera da “oste”! In seguito la cantina venne venduta con l’intenzione di migliorare la situazione economica e a tale scopo fu acquistato, con una spesa di lire 40 sempre nella stessa piazza, una costruzione del 1700, già sede di un antico convento di proprietà del Cardinale Vico residente del paese.

Eccolo il vero inizio dell’attività ristorativa: correva l’anno 1934 quando fu rilasciata la licenza n° 33 dalla Camera di Commercio di Ancona. Nello stesso anno il figlio Dante prese in moglie Anna Merli da Mazzangrugno (figlia di produttori di vino Verdicchio e Sangiovese) da cui nacquero Maria Luisa nel 1938, Ilario nel 1941, Agnese nel 1951, Gabriele nel 1958, i quali contribuiranno tutti alla conduzione di quella che negli anni diventerà un’azienda vera e propria. La nuova Osteria, dotata anche di alcune camere, fu un fatto veramente innovativo per Agugliano tanto da essere oggetto di chiacchiere paesane e ben presto raggiunse una grande risonanza sia per l’ottima cucina sia per la familiare accoglienza, assumendo in breve tempo i caratteri di un vero proprio ristorante albergo. Dante, già a quel tempo era solito offrire ai clienti, oltre ai prodotti tipici marchigiani, quelli di altre regioni, come ad esempio il vino fatto arrivare in treno dalla Calabria in botti di legno e poi trasportato in paese con carri trainati da cavalli e muli; tra i primi ospiti dell’albergo sono da ricordare i cercatori pesaresi di tartufo, che contribuirono con i famosi tuberi ad esaltare ancora di più la cucina di Ester. Nel corso del tempo molte cose trasformarono l’osteria: la cantina divenne bar con la prima macchina da caffè a vapore di Vittoria Arduini di Bologna e con il caffè Illy di Trieste,   arrivò anche la macchina per il gelato che raffreddava con ghiaccio e sale, una novità assoluta. Intanto anche Agugliano si trasformava di anno in anno: cresceva  il cemento armato, nasceva  l’anagrafe meccanizzata e per l’attività ristorativa si stilavano i primi menù. In Agugliano Ilario e suoi fratelli frequentarono le scuole elementari e medie, cominciarono a lavorare e formarono ciascuno la propria famiglia: dal matrimonio di Maria Luisa con Romeo Brunelli nascevano nel 1961 e 1965, Giacomo e Paolo; dalle nozze di Agnese e Fausto Santilli, nel 1977 e 1979 Mariaelena e Valentina; Gabriele l’ultimo dei fratelli, purtroppo perderà la vita a soli venticinque anni.

Ilario in modo del tutto particolare finiti gli studi fu un attivo collaboratore e gestore nella conduzione familiare dell’azienda: giovanissimo con “l’apetto”, accompagnato dalla sorella Agnese e dal fratello Gabriele, consegnava le bombole a gas a domicilio ed aiutava nel bar, dove si vendevano anche i giornali, le sigarette e le prime bottiglie di selz. Dotato di grande volontà ed impegno, di una mente costantemente aperta a nuove idee ed alla ricerca di cose nuove, poco più che maggiorenne, attraverso i suoi viaggi in Italia e lo studio per lo più da autodidatta, acquisita una notevole esperienza in cucina così da esternare la sua passione per l’arte culinaria aiutando la mamma Anna, ottima cuoca, a creare ed a perfezionare i piatti che esaltavano la tradizione marchigiana e la novità, dando segno già a quel tempo di essere avanti a tutti con le sue idee. La sua inventiva e l’abilità della madre sono state senza dubbio le premesse per l’affermarsi di piatti famosi come il pollo alla diavola, la faraona nel pane e le polpettine d’ortica. Nel 1965 diede il suo apporto  lavorativo nella costruzione e nell’ampliamento dell’albergo, rivelando una notevole capacità creativa. Nel 1968 sposò Orestina Favari, che non fece mai mancare il suo apporto all’attività di famiglia e da cui nacquero nel 1969 e 1972 Silvia ed Alberto.

Venne poi il giorno, alla fine dell’anno 1977,  in cui Ilario si trovò nella necessità di tentare la strada da solo e da quel giorno il ristorante albergo già denominato “Al Belvedere” fu gestito da Dante, Anna e da Maria Luisa oggi unica erede. Già proprietario di un bar sempre in Piazza Vittorio Emanuele II, Ilario prese in gestione per poco tempo il ristorante dell’Hotel Sporting di Torrette per poi abbandonarlo nei primi mesi del 1978 quando approdò presso l’Hotel Touring di Falconara Marittima, dando vita al ristorante “da Ilario” che lasciò subito l’impronta diventando importante e conosciuto. Ristorante nel quale lavorò la moglie Orestina, e nei primi anni la sorella Agnese col marito ed il fratello Gabriele. Nel corso degli anni Ilario diventò un affermato sommelier professionista svolgendo incarichi importanti nelle Marche e nel Veneto, come Presidente ed insegnante nei corsi organizzati dall’Associazione AIS. L’amore per i prodotti della sua terra, lo portò a fondare insieme ad amici la Prioria del Rosso Conero nel 1974, dando un primo fondamentale contributo alla notorietà di questo vino marchigiano. Sempre nel campo enogastronomico, confermando la sua inventiva e la sua avanguardia nei tempi, aprì un negozio a Milano di prodotti tipici marchigiani e creò i “Piatti dello Zodiaco” che furono i predecessori degli attuali piatti pronti; inoltre aprì e gestì altri attività più o meno importanti ad Ancona.

Nel 1978, all’età di novantaquattro anni, morì la nonna Ester. Nei successivi anni ottanta vennero a mancare anche la madre Anna, il padre Dante ed il fratello Gabriele in un tragico incidente stradale. Di lì a poco perse anche la moglie Orestina per un male incurabile, a soli quarantatré anni. La sfortuna si accanì anche su Ilario. Per problemi di cuore fu costretto a rinunciare attivamente alla sua amata vita ristorativa, lasciando nel 1996 la conduzione ai figli. Il ristorante “da Ilario” cambiò denominazione diventando “Il Camino” dove Silvia ed Alberto, quarta generazione, iniziarono l’attività lasciata dal padre. Silvia laureata in lingue a Macerata, vive con lo jesino Massimo Bernardi, anch’egli pronto, nel momento del bisogno, ad aiutare nell’attività di casa. Alberto diplomato, iniziò gli studi universitari abbandonandoli per dedicarsi interamente al ristorante; nel 2006 ha sposato Lucia Marasca, di Monte Roberto, anche lei nello staff del ristorante; dal matrimonio nacquero nel 2008 Gabriele, ad oggi unico erede a portare avanti il cognome di famiglia e nel 2010 Maria: con l’augurio che siano la quinta generazione di ristoratori.

Il 9 gennaio 2011 Ilario tristemente scompare. La sua eredità è la storia fin qui raccontata ed un importante sogno incompiuto: lasciare ai figli e alle loro famiglie una nuova location dove continuare a svolgere questo lavoro affermandosi professionalmente. Con l’aiuto del destino (forse) il sogno si realizza nello stesso anno, Silvia ed Alberto “sbarcano” a Marina di Montemarciano prendendo in gestione il ristorante Mirella. Eccoci qua, con quasi un secolo di tradizione alle spalle, dare seguito ad una ristorazione importante ma sempre più difficile, proponendo una cucina piena di passione e volontà, di identità e buongusto, di sacrifici e soddisfazioni, di passato e futuro, con tanta storia da portare avanti per non dimenticare e tanta storia ancora da poter scrivere!!!

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Il mio mondo liquido

A… come Alberto     Alberto Berardi

B… come bagaglio     L’eredità in valigia

C… come creatività      La cucina

D… come determinante     Massimo Bernardi, il socio

E… come eccellenza     Paolo Brunelli, l’importanza

F… come famiglia     Silvia Berardi, mia sorella

G… come gioco     Rimettersi sempre in gioco

H… come honorem     Babbo Ilario, fondamentale

I… come intuizioni     Lasciare un segno

L… come legami     Condividere con il cliente amico

M… come 1934     L’Oste Esterina

N… come nome     Il cambiamento

O… come origini     Agugliano, il paese

P… come prodotti     Una ricerca continua

Q… come quaderno     Tanta storia ancora da scrivere

R… come ricordi     Cose da non dimenticare

S… come speranza     Gabriele e Maria, i miei figli

T… come territorio     Le Marche, l’appartenenza

U… come unione     Indispensabile essere uniti

V… come vita     La Ristorazione, uno stile

Z… come zavorra     L’equilibrio, tra vuoto e pieno

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signora